“I Piccolini” di Mario Esposito in mostra a Ostia.

Si è tenuta lo scorso 8 luglio a Ostia (Rm) la personale di Mario Esposito “I Piccolini”, una raccolta di opere pittoriche di dimensioni minime (misurano appena 10 x 10 cm) che lasciano la possibilità allo spettatore di costruire un quadro più grande, composto nei colori, nei temi e nelle dimensioni che più si gradiscono. Questa idea mette in una nuova relazione tre elementi fondamentali: l’artista, lo spettatore e l’opera, creando un’interazione profonda come spiegato dal Critico d’arte Francesca Bogliolo nella presentazione d’apertura della mostra.

  

 

 

 

 

 

Una delle principali caratteristiche degli artisti di valore è la loro riconoscibilità. In questo Mario Esposito ha vinto la sua battaglia: ovunque troverete le sue opere le riconoscerete subito. L’artista basa tutta la sua arte sulla grande tecnica della comunicazione, sull’abilità di esprimere con dei colpi di pennello delle vere e proprie emozioni. Questi impulsi, questi fremiti, queste concitazioni vivono in un universo parallelo, un mondo creato per mostrare e condurre il pubblico verso la “sua arte”. La tela è il tramite tra il cosmo del pittore e l’infinito delle emozioni che vive in ognuno di noi. La fantasia e l’estro dell’artista vengono trasportate nelle sue creazioni per contaminare la sensibilità del fruitore. I colori e i lineamenti raccontano la passionalità con cui l’artista decide di invadere il cuore dell’osservatore. 

Le linee sono decise e definite, i colori irruenti. I tratti sembrano friggere sulla tela, incapaci di contenere l’ingente bagaglio di sentimenti che Esposito tenta di costipare nelle sue creazioni. Forti contrasti cromatici entrano con impeto nel campo visivo del fruitore. Esposito richiama alla contemplazione, alla meditazione lo spettatore di fronte alle sue opere; lo porta altresì a convivere con esse, per la forte emozione estetica che questi lavori regalano. Le raffigurazioni di Esposito vengono fecondate dalla sua creatività, per poi adeguarsi al colore. L’oggetto, dunque, subisce un processo di mutazione che si contraddice con la realtà. Le composizioni di Esposito sono energiche, irrequiete, scalpitano nelle tele come le sensazioni che si propagano nella mente di chi osserva le sue produzioni. (Giorgio Grasso, critico d’arte.)

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Articolo: Salvatore Mileto

Se vuoi saperne di più visita il sito dell’artista da qui.