L’evoluzione del territorio in uno scatto. Anzi, in un festival di fotografia

Da pochi giorni è partita “Ragusa foto festival”, uno degli eventi più attesi dell’estate siciliana prodotto dall’associazione culturale “Antiruggine”. Giunto alla sesta edizione, anche quest’anno l’organizzazione ha deciso di puntare in alto affrontando uno dei temi tra i più attuali e importanti, quello degli effetti dei cambiamenti climatici e dei comportamenti che mettono quotidianamente in pericolo il pianeta e l’umanità. Anche quest’anno partecipando alle letture portfolio ci sarà la possibilità di mettersi in gioco e raccontare la propria prospettiva. Possono partecipare – gratuitamente – fotografi amatoriali e professionisti. Le foto sulle quali i partecipanti scommetteranno, che significano prima di tutto amore e passione per la fotografia, daranno loro modo di vincere 500 euro e la possibilità della pubblicazione per l’edizione 2018. Spazio, dunque, alla creatività e ai click.
I lettori di quest’anno sono: Paola Binante, fotografa professionista, docente e coordinatrice del corso specialistico di Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e del corso specialistico in Fotografia all’ISIA, (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) di Urbino; Enrico Bossan fotografo e scopritore di talenti, responsabile del dipartimento di Fotografia della scuola Fabrica del Gruppo Benetton, direttore editoriale di Colors magazine e responsabile dell’area Editorial; Benedetta Donato curatrice indipendente, collabora stabilmente con diverse realtà espositive ed editoriali italiane. Lettore portfolio e membro di giuria in note manifestazioni e festival di settore. È contributing editor per le riviste IL FOTOGRAFO e EYESOPEN!; infine Paolo Verzone, fotografo e membro della Agence VU di Parigi. E’ ancora possibile iscriversi alle letture portfolio. Ma Ragusa Foto Festival è anche molto altro, ecco quali saranno i principali appuntamenti.

Autori e mostre:
A Palazzo Cosentini dal 30 giugno al 30 luglio sono in mostra due collettive e i lavori di quattro autori di fama internazionale che rivelano il rapporto fra l’uomo e l’habitat che gli è stato affidato.
“Climate Change Evolution”, è stata realizzata per l’apertura della XXI Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico (COP21) a Parigi. La collettiva comprende gli scatti di grandi autori contemporanei, alcuni dei quali hanno dedicato le proprie vite a documentare le cause e gli effetti dei cambiamenti climatici; ed è curata da Hossein Farmani, fotografo e fondatore della Lucie Awards Foundation.

“Territorio di formazione” altra collettiva curata da Paola Binante, nasce dalla riflessione sulla portata metodologica dello studio della fotografia nelle istituzioni italiane di Alta Formazione Artistica (Accademia di Belle arti di Bologna e ISIA di Urbino); comprende i lavori di sette giovani autori italiani, e approfondisce l’uso della fotografia come strumento di ricerca sul territorio partendo dal presupposto che la comunicazione visiva è un mezzo per analizzare, una scrittura capace di diverse interpretazioni. A questa evidenza, nel lavoro di Piergiorgio Sorgetti e Mattia Parodi, si affiancano l’applicazione di un metodo in parte scientifico, il ricorso all’archivio come innesco di un processo di rilettura del territorio in quello di Caterina Iiriti, la combinazione tra realtà e visione nella sua possibile ambiguità per Vanesa Lucchetti e Andrea Lopetrone, fino alla riflessione del luogo traslata dal racconto per Raffaella Losito e Igor Londero.
 – Francesco Zizola, fra i tanti reportage dedicati al mare, espone “The dark side of the (honey) moon”, uno dei suoi progetti dedicati alle isole Maldive, paradiso in pericolo che rischia di scomparire sommerso dall’Oceano Indiano, come conseguenza del riscaldamento globale.
Il fotogiornalista tedesco Peter Bauza, vincitore WPP 2017, con il suo racconto visivo “Copacabana Palace”, rivela la dura quotidianità di oltre 300 famiglie che occupano un complesso condominiale mai terminato, costruito oltre 30 anni fa, a circa 60 km dalla capitale carioca: sono il volto scomodo delle Olimpiadi di Rio 2016.
Il progetto di Andrea Alessio, “Un_Natural Bestiary”, denuncia come sia morta la nostra natura animale chiusa su sé stessa tra i propri artifici, quasi come un orso indotto tra le rocce finte in uno zoo o di un museo, dove capita di non distinguere un animale vivo, ferito nel suo istinto, da un animale imbalsamato, rigido e goffo allo stesso tempo.
Guia Besana nel suo progetto dal titolo “Poison”, cerca di rappresentare visivamente la sua preoccupazione per i disastri causati da certi comportamenti umani sbagliati. Immagini di donne che si trovano, in maniera sentimentale, all’interno di scene di distruzione e corruzione compiuta o che definiscono candidamente l’inevitabile conseguenza. che non prendono in considerazione i rischi a cui il nostro pianeta e suoi abitanti stanno andando incontro.

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Fonte: Comunicato stampa Artribune

Luogo: Ragusa, Palazzo Cosentini – dal 30/06/2017 al 30/07/2017

Sito web: http://www.ragusafotofestival.it