Alle origini della pubblicità. Una mostra a Parma

La pubblicità è la grande protagonista della rassegna in corso alla Fondazione Magnani Rocca, location dal sapore raffinato e antico. In mostra i primi bozzetti e manifesti che hanno animato il commercio, dal 1890 fino agli Anni Sessanta del Novecento, passando da Dudovich ad Armando Testa.
Ieri, con la nascita delle industrie, come oggi, con la crisi economica globale, vi è la medesima necessità di sviluppare comunicazione colorate e accattivanti, capaci di attirare l’attenzione dei potenziali clienti: ecco perché sono stati chiamati in causa grandi artisti per realizzare opere dal fascino irresistibile, in cui la figura femminile è spesso cuore pulsante e ammaliatrice.
Alla Fondazione Magnani Rocca sono esposte opere che furono le prime forme di seduzione, con il colore a farla da padrone. La raccolta presenta manifesti perfettamente conservati che donano l’impressione di camminare a ritroso nel tempo, sulle strade dove allora erano collocati.

IERI E OGGI

Lo sguardo si concentra anche sull’evoluzione del segno, che risente dell’influenza delle mode, divenendo sempre più incisivo e geometrico, senza mai scordarsi di essere piacevole e ammiccante. E non a caso molti degli artisti in mostra si sono trasformati in veri e propri grafici pubblicitari, con la creazione di aziende che hanno operato nel settore, talvolta con grande successo.
È interessante osservare gli espedienti utilizzati prima dell’avvento del computer dai padri della grafica e capire quanto questi ultimi fossero capaci e precursori, perché con il solo utilizzo della matita hanno saputo creare effetti di morphing, lettering e scene romantiche, la cui efficacia comunicativa resta tuttora immutata. Un’esposizione da vivere e gustarsi appieno per conoscere gli albori della comunicazione moderna – albori che ancora influenzano le nuove generazioni di pubblicitari.

Matteo Franzoni

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Fonte: Artribune

Immagine in apertura: Raymond Savignac, Cinzano Soda. Galleria del Laocoonte