1968, l’anno in cui iniziò la rivoluzione

Anticipando di qualche mese le celebrazioni che si terranno a cinquant’anni dalle rivolte del 1968, una mostra inaugurata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma definisce il quadro artistico dell’epoca.

 

La mostra “È solo un inizio. 1968″ anticipa le celebrazioni per il 50° anniversario del 1968. Curata da Ester Coen e aperta fino al 14 gennaio 2018, l’esposizione attinge al noto slogan dell’insurrezione del Maggio francese per ricostruire il quadro dei movimenti e dei fermenti artistici che si incrociarono in quel “fatale anno”.
Concentrandosi sul “cortocircuito tra arte, politica, creatività“, la rassegna intende testimoniare come lo spirito di rivolta del ’68 si sia esteso anche al mondo dell’arte, con il debutto e la diffusione di correnti come il minimalismo, il concettuale, l’arte povera, la land art e altre esperienze, eterogenee nei metodi e nella progettualità.

Riunendo insieme opere provenienti dalla collezione permanente della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma – realizzate da Gianfranco Baruchello, Daniel Buren, Mario Ceroli, Christo, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Eliseo Mattiacci, Pino Pascali e Andy Warhol – con lavori eseguiti, tra gli altri, da Mario Schifano (sua l’opera in apertura d’articolo, Festa cinese), Vito Acconci, Franco Angeli, Giovanni Anselmo, Diane Arbus, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Gino De Dominicis, Dan Flavin, Donald Judd,  Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Yayoi Kusama, Sol LeWitt, Gordon Matta-Clark, Mario Merz, Marisa Merz, Bruce Nauman, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto – È solo un inizio. 1968 tratteggia un’istantanea di una complessa ma fondamentale fase di passaggio del Novecento.

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Fonte: Sky arte